CASPIO – Noi che viviamo in un mondo perfetto
Gli Smashing Pumpkins sono un riferimento immediato ma entrano anche echi di Nirvana, Afterhours e Verdena.
Gli Smashing Pumpkins sono un riferimento immediato ma entrano anche echi di Nirvana, Afterhours e Verdena.
Album che trasuda rabbia, potenza sonora, aggressività. Il contenuto si divide tra grunge, punk, post punk, impennate post core, folate stoner, cadute doom.
Un disco divertentissimo che mischia generi e suoni apparentemente lontani ma alla fine decisamente affini, come rockabilly, surf e atmosfere tex mex e latine.
La partenza del trio biellese è di quelle che rendono le giornate più felici e serene. Il loro power pop beat che attinge a piene mani dagli anni Sessanta di Beatles e Monkees ma...
La canzone d’autore si mischia a dream pop, atmosfere sospese, un gusto quasi ambient.
Musica elettronica, che sfocia nell’ambient, sperimentazione, pennellate (free)jazz, non di rado vicino all’esperienza di Iosonouncane e con un sguardo a Laura Agnusdei.
Un bollente mix di stoner, hard rock Settanta alla Blue Cheer (con qualche sferzata Doom) filtrato in tonalità costantemente psichedeliche e un’anima blues.
Rivive ora in questa versione, in cui troviamo provini originali, live, inediti e remix e che dimostra di non avere perso nemmeno un briciolo di quella freschezza e spontaneità creativa dell’originale.
Sette canzoni che guardano tanto ai Cure come ai My Bloody Valentine e Jesus and Mary Chain.
Un magma psichedelico che spazia dalle immancabili radici di Syd Barrett e arriva fino agli XTC. In mezzo Love, Tomorrow, Grateful Dead e tutto quello che si tinge di colori fluorescenti e acidi.
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