JOE DE GREGORIO – Nel blu dipinto di blu
Il pianista e compositore Joe De Gregorio pubblica la sua reinterpretazione jazz del celebre classico Volare (Nel blu dipinto di blu) di Domenico Modugno.
De Gregorio adotta una prospettiva intima e contemporanea “per fondere il linguaggio del jazz con le sonorità calde e fluide della bossa nova, attraverso un arrangiamento che apre l’iconica melodia a spazi di improvvisazione, interplay e libertà espressiva”, afferma il pianista internazionale pluripremiato.
Registrato a Parigi nel novembre 2025, il brano vede De Gregorio al pianoforte e alla voce, affiancato da alcuni dei musicisti più stimati della scena jazz francese: Géraldine Laurent al sassofono, Louis Moutin alla batteria e Stéphane Kerecki al contrabbasso.
Volare è uno dei 18 brani di Crooner’s Journey, progetto in cui De Gregorio rende omaggio alla tradizione internazionale dei singer-songwriter attraverso una lente jazz contemporanea che fonde jazz, R&B, bossa nova e pop. Interamente arrangiato da De Gregorio — che interpreta il repertorio in cinque lingue — Crooner’s Journey debutterà dal vivo con un concerto al celebre Sunset-Sunside Jazz Club di Parigi il 6 giugno 2026.
“Crooner’s Journey esprime la mia visione profondamente personale e globale”, afferma De Gregorio, ed è il terzo album di The Trilogy, un ambizioso percorso discografico in tre album registrati nell’arco di un solo anno — il 2025 — tra New York, Los Angeles e Parigi, insieme a leggende come il contrabbassista Ron Carter e il batterista Peter Erskine.
Crediti e dati tecnici:
Luogo di registrazione : Bop City, Parigi-Francia
Ingegnere di registrazione: Max Jesion
Ingegnere di Masterizzazione – Laurent Ducray
Contrabbasso: Stéphane Kerecki
Batteria: Louis Moutin
Pianoforte e voce: Joe De Gregorio
Foto: Aminata Baye
Pianoforte: Yamaha
JOE DE GREGORIO – BIO
Joe De Gregorio è un pianista jazz, compositore, vocalist, produttore ed educatore pluripremiato attivo sulla scena internazionale, riconosciuto per la sua autenticità come ponte vivente tra culture.
Nato a Roma, ha costruito la propria identità artistica attraverso un percorso che attraversa Europa, Nord Africa e Stati Uniti, facendo del jazz un linguaggio universale capace di connettere persone, tradizioni e sensibilità diverse.
La sua musica nasce dall’incontro tra culture: elementi europei, africani e americani si fondono in uno stile personale che unisce profondità espressiva, ricerca sonora e comunicazione diretta con il pubblico. Questa visione multiculturale rende il suo lavoro immediatamente riconoscibile e accessibile a platee internazionali.
Joe è un pianista jazz pluripremiato. Nel 2009 ha vinto il primo premio al Concorso Luca Flores di Firenze, e nel 2015 il Monte Carlo International Jazz Soloist Competition — riconoscimenti che hanno segnato l’inizio della sua affermazione sulla scena internazionale. Dal 2004 guida il proprio trio, esibendosi come leader e sideman in festival, teatri e jazz club di rilievo.
Nel corso della carriera ha collaborato con figure di primo piano del jazz contemporaneo, tra cui Ari Hoenig, Greg Hutchinson, Joel Frahm, Jonathan Blake, Ike Sturm, Ray Brown Jr., Yoni Zelnik, Philippe Soirat, Denis King, oltre a David Reinhardt, nipote di Django Reinhardt. Queste collaborazioni hanno contribuito a definire una voce artistica matura e profondamente radicata nella tradizione jazzistica.
Le sue performance lo hanno portato su palchi prestigiosi in Europa, Nord Africa e Stati Uniti, tra cui il il Kennedy Center for The Performing Arts, Detroit Jazz Festival, Parco della Musica di Roma, Sunside Jazz Club di Parigi, Gregory’s Jazz Club di Roma, Jamboree di Barcellona, Saint Peter’s Jazz Vespers e Smalls Jazz Club di New York, oltre a importanti istituzioni culturali in Marocco.
Parallelamente all’attività concertistica, Joe è un compositore e recording artist prolifico. Ha pubblicato cinque album come leader, caratterizzati da composizioni originali, reinterpretazioni innovative e contaminazioni culturali. Tra i progetti più significativi figura una registrazione realizzata presso lo storico Van Gelder Studio — luogo simbolo della storia del jazz — con la partecipazione di due leggende viventi: Ron Carter e Peter Erskine. Questo lavoro rappresenta una tappa fondamentale nel suo percorso artistico internazionale.
Per Joe De Gregorio il jazz è più di una forma musicale: è una filosofia di vita e uno strumento di dialogo culturale. La sua visione artistica promuove consapevolezza sociale, apertura globale e scambio tra tradizioni. Cantando in italiano, francese, inglese, spagnolo e portoghese, incarna una sensibilità multiculturale che amplia ulteriormente la portata della sua espressione musicale.
Attraverso una carriera sviluppata su tre continenti, Joe continua a esplorare il jazz come territorio di incontro tra identità diverse, affermandosi come una voce contemporanea capace di trasformare la tradizione in esperienza viva.



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