ORNELLO – Luci spente
In una Venezia sempre più svenduta al turismo e rassegnata all’esito delle recenti elezioni, cosa ci resta per sopravvivere? Ornello risponde con il suo nuovo singolo: l’amore come ultimo vero atto sovversivo.
Luci Spente: l’amore come atto sovversivo. La disfatta delle ultime elezioni comunali ha sancito, per l’ennesima volta, l’impotenza dell’isola di Venezia rispetto alla terraferma. Il centro storico viene trattato come un bancomat, una “vacca grassa” da mungere per alimentare l’era turbo-liberista della giunta Brugnaro, a totale discapito dei residenti. Pierpaolo Capovilla ha dichiarato: “Venezia è morta, se lo merita” e che metterà la sua casa in vendita e forse ha ragione. C’è chi invece, nonostante tutto, paragona l’isola al famoso villaggio gallico di Asterix, che degli invasori proprio non ne voleva sapere.
Con il suo inconfondibile linguaggio, in bilico tra sarcasmo e critica feroce, Ornello ci parla di invasioni e di votazioni. In un mondo distorto dal populismo più becero, fatto di facili proclami sui social, cosa ci resta? Fare l’amore e volersi bene. L’unione diventa l’unica forza in una società divisiva. Una contrapposizione netta che si riflette anche nella promozione del singolo, accompagnata da una campagna visiva satirica e provocatoria, con immagini che scherniscono apertamente la propaganda elettorale del neo-eletto sindaco.
“Siamo impotenti di fronte alle pandemie, alle guerre, ai politici che non sappiamo più come definire. Il mondo va a rotoli e noi non possiamo farci nulla. Siamo sempre più isolati, viviamo in una società turbo-individualista: amarsi diventa un atto sovversivo” racconta Ornello.
Il videoclip è stato girato nella metropolitana di Parigi, con chiari omaggi alla Nouvelle Vague e all’universo di François Truffaut. In questa epoca di follia, la metro parigina si trasforma nel bunker atomico dell’amore: un mondo sotterraneo dove il caos della superficie non riesce ad arrivare. Fuori può succedere di tutto; lì sotto, si è al sicuro.



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