TUM – The Dark Side of Minigolf
Il suo alt folk assorbe riferimenti inconsueti, come la poetica di E degli Eels o J Mascis dei Dinosaur Jr, con sguardi ai Pavement ma anche Yo La Tengo ed echi dei Velvet Underground.
Il suo alt folk assorbe riferimenti inconsueti, come la poetica di E degli Eels o J Mascis dei Dinosaur Jr, con sguardi ai Pavement ma anche Yo La Tengo ed echi dei Velvet Underground.
direzione, soggetto, regia e montaggio Luigi Stefanini con Sir Oliver Skardy Claudia Marchiori Andrea Andyman Manzo Roberto Sciubert Pettenello Alessandro Baby Numa Giovanni Demetrio Verardo Claudio De Laurentis Jonathan Livingston.
Il pezzo è una rilettura potente e contemporanea di “What’s your Number?” dei Cypress Hill (2004), che a sua volta omaggiava “Guns of Brixton” dei The Clash (1979). Un viaggio sonoro che parte dal punk ’77 e approda a un rap crudo e ancora sorprendentemente fresco.
Con questo progetto abbiamo voluto rendere omaggio a una artista straordinaria e figura simbolo di un’epoca caratterizzata da innovazione, eleganza e audacia creativa.
«È ancora Natale, ma mi fa così male vedere la neve posare e mescolarsi con la cenere. E mi chiedo se mi senti sotto questi bombardamenti, tra i silenzi ed i lamenti di un Natale che c’è stato portato via». Con queste parole, Mario Signorile apre un brano che porta il Natale fuori dai suoi confini abituali e lo colloca dove la festa non esiste più.
Sound elettrico e sparatissimo che guarda agli MC5 ma che ama anche gli anni Sessanta e Settanta più rock ‘n’ roll.
Prosegue imperterrita la felice carriera de Il Senato di Luca Re e Fay Hallam (affiancati da eccellenze della scena torinese, provenienti da Statuto e Sick Rose). Quattro nuovi brani che esplorano il prezioso mondo...
“Mamma ho perso i neuroni” è il nuovo singolo di Gualtiero: un rap sincero e molto vicino alla realtà. Tra la rabbia e la ragione c’è spazio per l’ironia, e Gualtiero lo sa benissimo.
Padrone è il ritorno dei Tundra, singolo con cui la band racconta ruvidamente il sottile confine tra libertà e prigionia. Un brano che mastica rock alternativo e lo sputa fuori con rabbia, incalzando l’ascoltatore e chiedendo quanto è davvero disposto a perdere pur di sentirsi vivo.
“L’ombra del vento” esplora il tema della ricerca di identità e il contrasto tra il reale e l’ombra di ciò che si è. È un pezzo di forte impatto emotivo e sonoro, ideale per le rubriche che approfondiscono la musica rock e alternative di qualità nel panorama italiano.
Commenti recenti