PINHDAR – Comfort in the Silence
Elettronica dalle tinte post wave dark che si fonde alla perfezione con ritmiche e atmosfere care al trip hop più classico (Portishead in particolare).
Elettronica dalle tinte post wave dark che si fonde alla perfezione con ritmiche e atmosfere care al trip hop più classico (Portishead in particolare).
Pirouette, la seconda uscita del 2026 della band, si muove tra momenti di caos e riflessione, con arrangiamenti che attingono al post-punk e allo shoegaze.
Cantautrice, artista visiva e performer di Minneapolis, da lungo tempo residente in Italia, giunge al quarto album, primo a suo nome dopo le esperienze con i Delta V e con Kalweit and The Spokes....
Il brano è completamente strumentale, ma tutt’altro che vuoto. I suoni elettronici si muovono lentamente, si accendono e si dissolvono, mentre sotto si percepisce una componente più calda e umana. È come se tecnologia ed emozioni trovassero un punto d’incontro, senza mai risultare fredde o distanti.
Al terzo album il quartetto romano si muove tra atmosfere sospese con riferimenti all’alt folk e al post rock, declinati in chiave molto personale e con l’aggiunta di numerosi altri riferimenti. Un lavoro raffinato,...
Dopo la ripresa della felice esperienza dei La Crus e l’omaggio documentaristico alle origini con i Carnival of Fools, il cantautore milanese torna, dopo quasi dieci anni, alla carriera solista, con un album raffinatissimo,...
Rifacimento dell’album di Joe Perrino & the Mellowtones. All’iniziativa hanno aderito fior di musicisti e artisti, ridando vita e nuova linfa alle canzoni del disco, evidenziando come, a livello di scrittura, si prestassero alle più svariate interpretazioni stilistiche, facendo dell’album un vero e proprio gioiello musical
I sette brani alternano una dimensione iniziale più dura e ritmata (che a tratti riporta ad esperienze lontane come Birthday Party e Bauhaus) e una seconda parte più tesa e lenta ma ugualmente nervosa e aspra.
Il videoclip, girato al Loop Live Club di Osimo (AN) e diretto da Giorgio Mascio, riporta i Design alla loro dimensione più autentica: il live. La performance è tesa ed essenziale, costruita sull’interazione tra band, spazio e visual proiettati dal vivo e rielaborati in post-produzione. Il montaggio serrato alterna campi fissi dell’intero palco a movimenti di camera più immersivi, seguendo la dinamica del brano. Dominato da una luce rossa su fondo nero, il video amplifica l’urgenza del testo attraverso immagini simboliche – bombe, mappe, il drago digitalizzato – fino al collasso finale di suono e visione.
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