LOWLOW – Noi no
Dopo un periodo di ricerca personale e artistica, lowlow torna con “Noi No”, un brano che cattura con sincerità il disagio silenzioso di una generazione alla ricerca di sé stessa.
Dopo un periodo di ricerca personale e artistica, lowlow torna con “Noi No”, un brano che cattura con sincerità il disagio silenzioso di una generazione alla ricerca di sé stessa.
Il brano “Estasi e veleno” è una riflessione sul paradosso della contemporaneità: viviamo immersi in un flusso continuo di informazioni, immagini e verità contrapposte, fino al punto in cui l’assurdo smette di sorprenderci e diventa normalità. Nella canzone convivono simboli, visioni e frammenti apparentemente scollegati come se il mondo fosse osservato attraverso uno specchio deformante.
“Mi piace tutto di te”
(Karaoke-per-non-vedenti version)
Band: Forse Poicipenso
Composto da: Frances Fontana
Registrato presso il Danger Zone Studio (IT)
Missaggio, mastering & production: Frances Fontana & Forse Poicipenso
Videoclip do-it-yourself by Forse Poicipenso
La potenza e l’energia vibrazionale di un mantra trasformativo dall’essenza universale,
per celebrare Madre Terra e vibrare all’unisono con l’universo e con tutto il Creato.
Video Clip in risoluzione 4K del brano “Cosa resterà di questi anni ’20” dei RATS feauturing NEK – Filippo Neviani. Regia Giangi Magnoni.
Alla base un forte legame con la canzone d’autore italiana (si avvertono echi di Lucio Battisti, tanto quanto di Dente o Bugo) ma non mancano venti Beatlesiani (dalle parti di Paul McCartney).
Un singolo in cui si sposta tra atmosfere vicine all’attitudine punk rock e post punk sporcato di blues (“Non credo”) che ha nella spina dorsale echi di Rino Gaetano.
La Sicilia che tutti vogliono bellissima, ma nessuno vuole ascoltare: IBLA trasforma l’isola in una donna violata dal desiderio altrui in “Sikelìa”, elevandola a paradigma della superficialità e del consumo rapido dei nostri tempi.
Carone e Attili cantano un brano autentico che ricorda i momenti più intensi di una relazione, cercando di conciliarli con la sua fine.
Il brano reinterpreta con grande originalità la canzone presentata da Peppino Di Capri a Sanremo nel 1985, trasformandola in una moderna ballad, un blues partenopeo dal forte carattere intimista.
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