CALGOLLA – Iter
Il quartetto parte da una forma basilare di canzone per svilupparla e filtrarla poi attraverso post rock, post punk, sperimentazione noise (Sonic Youth e Fugazi).
Il quartetto parte da una forma basilare di canzone per svilupparla e filtrarla poi attraverso post rock, post punk, sperimentazione noise (Sonic Youth e Fugazi).
L’impostazione è di stampo stoner ma arricchito da numerose contaminazioni, talvolta orientate alla sperimentazione, altre ai King Crimson più duri (dalle parti di “Red”), altre ancora alle follie dei King Gizzard and the Wizard Lizard, sfociando nel post hardcore e nel punk
Pop rock ben calibrato, raffinato, ricco di personalità e maturità. Il tratto dominante è una canzone d’autore d’impostazione rock.
Dopo il brano e il video “Sexy”, WEPRO continua il percorso verso la pubblicazione del suo prossimo lavoro discografico, “Music for rapine”, previsto per l’autunno, di cui il nuovo singolo, “Tu mi fai Wao”, rappresenta uno dei tasselli fondamentali: un brano che incarna perfettamente lo spirito dell’intero progetto – un album libero, irriverente e in continua contaminazione.
Un album eclettico che spazia dalla disco alla canzone d’autore, fino al rock blues.
Il nuovo ep è la sublimazione dell’amore per il folk irlandese, unito a più solide componenti celtic punk.
Belli i suoni grezzi, diretti e scarni, che debordano dal beat al rock blues, sempre azzeccate le melodie.
Nel video, girato al Guida Western Ranch, regia di Domenico Petrigliano, si vede la quotidiana passione di Alessio Rosati: i suoi cavalli. Il gruppo di ballo presente nel video è della scuola Dance on beat diretto dalla coreografa Antonietta Tarantino.
Massimo Galassi(voce/chitarra acustica)
Alessio Marchiani(Tastiere)
Musica e testo(Massimo Galassi)
Rec,Mix,Master (Nick Bandini)
presso Officina Sonora Buco del Mulo
video(Maurizio Lunardi)
foto(Pietro Martorana)
I nove brani dell’album prendono particolare spunto dalla lezione di Franco Battiato (a tratti non disdegnano richiami ai Bluvertigo e Morgan), ma amano anche sperimentare, guardare alla new wave anni Ottanta, alla canzone d’autore italiana, folk, perfino un’anima rock blues (“La condizione di Silvia”) e a numerosi altri spunti.
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