OREYON – The Grotesque Within
Un album dalle atmosfere oscure, apocalittiche, pesanti, un calderone in cui entrano doom, stoner, hard rock, Black Sabbath e passaggi prog.
Un album dalle atmosfere oscure, apocalittiche, pesanti, un calderone in cui entrano doom, stoner, hard rock, Black Sabbath e passaggi prog.
Ancora una volta stupiscono per la capacità di attraversare suoni e generi, mischiarli, renderli nuovi e freschi.
L’Emilia si conferma terreno fertile per l’underground italiano: dal Reggiano arrivano i Noday, band nuova di zecca che unisce le sonorità shoegaze a quelle del (post) grunge, con doppia voce maschile e femminile ad amplificare la dinamica dialogica dei brani.
Secondo album per la band milanese, che si addentra in meandri distorti, lisergici, in cui vanno a braccetto con stoner, psichedelia, grunge ma non disdegnano aperture alla new wave e un approccio a tratti punk, per energia e urgenza.
Album d’esordio per il nuovo progetto di Gioele Valenti (JuJu, Herself). I sei brani si muovono in un ambito che abbraccia, contemporaneamente, moderna canzone d’autore e un’anima psichedelica che ricorre spesso negli arrangiamenti, nei...
All’esordio la band pugliese trova subito una dimensione artistica perfetta e matura. Sound aggressivo, influenze che passano dai Guns N’ Roses ai Led Zeppelin, dal grunge ai Jet, fino all’hard rock anni Settanta. Il...
Il brano rappresenta un grido diretto e viscerale contro l’orrore di ogni conflitto, un manifesto sonoro che denuncia il cinismo di chi trasforma la distruzione in uno spettacolo di potere e profitto, restituendo voce a chi è stato sistematicamente messo a tacere.
La band bergamasca travolge con nove brani diretti, duri, puri, a base di street punk minimale e senza fronzoli. Il rimando è a quell’universo di band che vanno dai Clash agli Angelic Upstarts, dai...
Alla lunga carriera di Pier Adduce si aggiunge un nuovo tassello, parte di un’avventura che lo ha visto protagonista sia con i Guignol che con varie incarnazioni soliste. Non cambia il gusto per le...
“Mary Dice” è un brano che nasce in modo istintivo, ascoltando una vecchia registrazione di una linea melodica composta molto tempo prima dal cantautore, inizialmente priva di testo, fatta eccezione per un’unica parola ripetuta continuamente: Mary.
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