TALCO – Ultima notte

Un nuovo capitolo di FREEK, il concept album della band veneziana. Tra ricordi, disillusioni e contraddizioni del mondo, i Talco tornano a interrogarsi sul significato della libertà e sul rischio di perdere di vista ciò per cui si è iniziato a lottare.

Siamo arrivati all’epilogo? Forse no. Forse siamo di fronte a un punto di svolta, uno di quelli che costringono a guardarsi indietro e fare i conti con tutto ciò che è successo.

Con “Ultima Notte”, nuovo singolo accompagnato da un videoclip ufficiale, i Talco aggiungono un altro tassello alla storia di FREEK, riportandoci ancora una volta nella mente di D, il protagonista di un racconto che, uscita dopo uscita, si è fatto sempre più amaro e disilluso.

D è ormai prigioniero di un mondo che aveva scelto perché credeva di riconoscervi i propri ideali. Un mondo nel quale, però, il bisogno di appartenenza lo ha progressivamente costretto a rinunciare alla propria identità, ad adeguarsi a un copione scritto da altri, a sacrificare le proprie aspirazioni pur di sentirsi parte di qualcosa. E quel sogno del mare aperto, simbolo di libertà e possibilità, è diventato una competizione dentro una piscina, sotto la direzione di un ambiguo direttore d’orchestra.

Questa volta, però, un ricordo sembra destinato a cambiare tutto.

D torna con la mente a una spiaggia, dove un gruppo di persone corre freneticamente verso il mare. È finalmente lì, davanti ai loro occhi, a pochi passi. Quello che dovrebbe essere un traguardo condiviso si trasforma però in qualcosa di molto diverso. Invidie, gelosie, rivalità e il desiderio narcisistico di arrivare per primi prendono il sopravvento. Il gruppo si disgrega, gli uni iniziano a ostacolare gli altri e la corsa verso un ideale comune diventa una lotta per appropriarsene.

D finisce a terra, travolto e superato da tutti. Quando rialza lo sguardo, il mare è scomparso. Al suo posto c’è soltanto una piscina, nella quale gli altri festeggiano compiaciuti, convinti di aver raggiunto il proprio obiettivo.

È un’immagine surreale, ma la sua origine è tutt’altro che immaginaria.

“Ultima Notte” nasce infatti da un episodio realmente vissuto, durante una manifestazione avvenuta poco dopo il G8 di Genova. Un corteo nel quale, improvvisamente, alcuni manifestanti arrivarono allo scontro fisico tra loro, contendendosi di fatto il controllo e la visibilità della manifestazione stessa.

Una scena assurda e desolante, alla quale il D reale assistette impotente, osservando da una parte persone allontanarsi disgustate e dall’altra una minoranza sempre più ripiegata su se stessa, incapace di riconoscere le contraddizioni del proprio comportamento.

È da questa esperienza che prende forma una delle riflessioni più dure del nuovo percorso dei Talco: cosa rimane di un ideale collettivo quando l’ego, la competizione e la ricerca di protagonismo finiscono per divorarlo dall’interno?

Dopo aver affrontato il culto dell’apparenza, il conformismo, la mercificazione della ribellione e il rapporto sempre più ambiguo tra artista e pubblico, con “Ultima Notte” la band rivolge lo sguardo anche alle contraddizioni di quegli ambienti che si propongono come alternativa al sistema, ma che talvolta finiscono per riprodurne le stesse dinamiche di potere.

Non è una rinuncia agli ideali, né una critica all’impegno in quanto tale. È piuttosto la presa di coscienza di quanto sia facile tradire ciò in cui si crede, soprattutto quando la volontà di affermare se stessi prende il posto del desiderio di costruire qualcosa insieme.

E in mezzo ai cocci di questo ennesimo fallimento, D torna alle parole di chi, molto prima di lui, aveva già saputo mettere a fuoco il problema con disarmante lucidità: «Non esistono poteri buoni».

Una frase semplice, ma che nel contesto di “Ultima Notte” assume un peso particolare. Perché il rischio di trasformare il mare in una piscina non riguarda soltanto chi detiene il potere, ma anche chi, convinto di combatterlo, finisce per desiderare un posto sullo stesso trono.

Con il loro inconfondibile punkchanka, quella miscela di punk rock, ska, folk e influenze latine che li accompagna da oltre vent’anni, i Talco continuano così a intrecciare musica e critica sociale, portando avanti un racconto che non risparmia nessuno, nemmeno gli ambienti culturali e politici più vicini alla loro storia.

E mentre D raccoglie i pezzi di ciò che resta del suo sogno, una domanda rimane aperta: è davvero troppo tardi per tornare a cercare il mare?

FREEK: IL NUOVO ALBUM E IL TOUR EUROPEO 2027

“Ultima Notte” è un nuovo capitolo di ** FREEK, il nuovo album dei Talco**, un lavoro che attraverso una narrazione onirica e metaforica affronta temi come identità, appartenenza, consenso, libertà individuale e contraddizioni della società contemporanea.

Un percorso anticipato da singoli e videoclip come “Dalla Mia Parte Della Strada”, “Banality DeathMatch”, “Disco Inferno”, “DiscoRotto Talent Show”, “Tinca” e “Terra Libera”, che hanno progressivamente svelato la storia di D e il mondo nel quale si trova intrappolato.

Nel 2027 i Talco porteranno il nuovo lavoro in tour attraverso l’Europa, con concerti in Germania, Austria, Repubblica Ceca, Spagna, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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