La storica band anconetana torna con l’ultimo disco della carriera, cercando di superare la tragica scomparsa del compagno artistico Matteo Agostinelli, che prima di andarsene aveva lavorato a una serie di nuovi brani. Il resto della band li ha completati e, a diciotto anni dal precedente, ha dato alla luce un più che degno addio. Un album inevitabilmente commovente e struggente ma che ci consegna una band ad altissimi livelli, tra retaggi Beatlesiani, umori cari alla scena Brit con quel pop sognante alla Prefab Sprout, la pigra cadenza ritmica di Hold On che guarda a Damon Albarn con un insert hip hop, la bellezza delle atmosfere dream di Be Free Now (anche in questo caso attraversate da sguardi al rap). Un lavoro prezioso, incantevole, definitivo.
Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.
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