MAREK DE VANN – Stereotyping (feat. Paolo Apollo Negri)
In questo caso il classico jazz funk a tinte lounge non risente di toni nostalgici o risaputi ma è fresco, urgente, pieno di groove ed energia.
In questo caso il classico jazz funk a tinte lounge non risente di toni nostalgici o risaputi ma è fresco, urgente, pieno di groove ed energia.
Coordinate sonore sempre ben stabili in un contesto stoner/rock, con elementi più psichedelici, cerebrali e sperimentali.
Ricominciano da dove erano partiti, mischiando, in chiave strumentale, blaxploitation, funk, jazz, rock, suggestioni care ai primi album di prog, come sempre suonato con quel groove e quell’attitudine vintage genuina che rendono il loro sound, come consuetudine, originale e personale.
Suono ipnotico, oscuro, figlio del post punk e della new wave anni Ottanta, che guarda talvolta ai Sisters of Mercy altre volte ai nostri Neon.
Dopo anni di lavoro vede la luce l’opera in un solo atto firmata da Enrico Gabrielli, corredata dal libretto di Sergio Giusti, ispirata al racconto omonimo di Michael Ende, metafora della frizione tra fede, ragione...
Attivi a cavallo tra i Settanta e gli albori degli anni Ottanta, gli Eva Braun da Verona furono tra i primi interpreti nella Penisola della new wave, figlia di quel punk che aveva da poco fatto capolino anche in Italia.
La band bresciana torna a ribadire il suo ruolo primario nell’ambito della new wave nostrana, con un concept album ispirato al mito del Ratto di Persefone.
L’esordio sulla lunga distanza discografica della band bolognese va a scavare nelle lontane radici della new wave degli anni Ottanta, spaziando in un ambito spesso relegato a stereotipi limitati ma che in realtà abbracciava...
Nu British jazz da cui attinge a piene mani, passando da Ezra Collective a Tenderlonious, assimilando influenze afro, funk, sperimentazione, ambient, elettronica, in un mix originale e coinvolgente ad ogni brano.
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