BLOODY RIOT – Rivoltiamo
Hardcore evoluto, spietato, travolgente. Suoni stupendi, attitudine immutata, canzoni efficaci e ricche di variazioni ritmiche, soluzioni armoniche e compositive.
Hardcore evoluto, spietato, travolgente. Suoni stupendi, attitudine immutata, canzoni efficaci e ricche di variazioni ritmiche, soluzioni armoniche e compositive.
Alla base un forte legame con la canzone d’autore italiana (si avvertono echi di Lucio Battisti, tanto quanto di Dente o Bugo) ma non mancano venti Beatlesiani (dalle parti di Paul McCartney).
Un singolo in cui si sposta tra atmosfere vicine all’attitudine punk rock e post punk sporcato di blues (“Non credo”) che ha nella spina dorsale echi di Rino Gaetano.
I ritmi sono travolgenti, i suoni aspri e crudi, le composizioni di prima qualità.
Lavoro denso di suggestioni doom, stoner, psichedeliche, spesso dilatate, intense, cupe, minacciose. Il tutto poggiato su fondamenta classicamente hard rock anni 70.
Le nove canzoni sono brevi (poco più di 17 minuti il computo totale del disco), compatte, spedite, tra punk anni 90 e impennate hardcore (Bad Religion, Blink 182, Punkreas, Pennywise, Offspring ). Il
Un lavoro solenne e rigoroso che veleggia in mari sonori turbolenti, tra dark wave, goth, post punk, shoegaze.
Punk rock con accelerate hardcore, asperità chitarristiche sparse, tanta energia, brani sempre potenti ed efficaci.
Non cambia il mondo in cui agiscono dalla nascita, nel 2014, tra stoner tinto di psichedelia, chitarre aspre, atmosfere epiche ma l’inserimento vocale rende la nuova strada ancora più interessante e variegata.
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