VERTICAL – Telepathy
Il lavoro si sviluppa su sonorità elettroniche dal groove funk (“Kokako” in particolare) e una notevole influenza afrobeat, non lontano da esperienze come Ezra Collective o Kokoroko dalla scena Nu Britsh Jazz.
Il lavoro si sviluppa su sonorità elettroniche dal groove funk (“Kokako” in particolare) e una notevole influenza afrobeat, non lontano da esperienze come Ezra Collective o Kokoroko dalla scena Nu Britsh Jazz.
Sound aspro e chitarristico, che guarda dritto negli occhi il mondo grunge degli anni Novanta, con qualche riferimento al rock blues tardi Sessanta (vedi “Wrong Day”) ma si presenta in chiave attuale e non certo revivalista.
La band bolognese firma il terzo album, caratterizzato dal consueto amore per il rock ‘n’ roll più ruvido che affonda le radici nei primi vagiti di quello che di lì a poco sarà detto punk ovvero Stooges, Mc5, New York Dolls.
Atmosfere di sapore psichedelico Byrdsiano che non disdegna sguardi al rock blues acido tardi anni Sessanta e al folk rock inglese.
E’ la canzone d’autore a condurre la trama dei cinque brani, prevalentemente dal tono malinconico e introspettivo.
L’ep d’esordio del quartetto fiorentino sancisce l’adesione sentita, urgente e immediata al classico seme del punk rock made in ’77.
La band torinese ci travolge con un sound compatto, abrasivo, che guarda al post punk recentemente rivitalizzato da Fontaines DC, Viagra Boys e Shame.
Sound che assembla, con molta classe ed eleganza, sonorità, movenze soul, un gusto urban/hip hop e avvolgenti atmosfere dream pop. Il tutto con portamento felpato e un mood ovattato.
La matrice è sempre fedele alla lezione di Jimi Hendrix, tra rock blues, influenze psichedeliche, una costante pennellata sotterranea di jazz e un groove di rara efficacia.
12 brani che spaziano nella canzone d’autore, guardando alla lezione dei principali esponenti nostrani, non disdegnando l’aspetto più rock, molto frequente nell’album.
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