THE BOWERS – Pieno mezzo vuoto
Dall’hardcore punk al grunge, dall’alternative al nu metal troviamo di tutto.
Dall’hardcore punk al grunge, dall’alternative al nu metal troviamo di tutto.
Hammond sound che guarda ai classici riferimenti del genere (da Booker T and the Mg’s al primo James Taylor Quartet e ai Corduroy) ma con un’energia e un tiro garage beat.
Sound violentissimo tra metal in odore di punk (Motorhead+Anthrax), testi volutamente volgari, sguaiati ironici.
Ottimo e corposo punk rock, intriso di primitivo rock’n’roll e di “deviazioni” care alla prima new wave americana, ancora figlia del punk
L’album spazia in un universo senza limiti, attingendo dalle più svariate influenze, tra folk, canzone d’autore, ambient, jazz, psichedelia, sperimentazione.
Dodici brani in cui condensa parte delle varie strade artistiche intraprese durante l’attività iniziata nel 2017: canzone d’autore, elettronica, ballate di gusto prog, parti pianistiche di sapore neo classico dall’impostazione intimista, occasionali pennellate jazz.
I cinque brani si muovono tra elettronica, glitch, house e una particolarità comune a pochi in questo ambito ovvero riferimenti espliciti a trip hop e un’anima soul che permea le canzoni.
Sedici nuove canzoni che incrociano canzone d’autore (spesso direttamente influenzata dalla lezione compositiva di Francesco De Gregori) con pennellate di rock raffinato ed elegante.
Un buon ep di cinque brani che si muove all’interno della canzone d’autore italiana più classica, con richiami a una gamma di scrittura che va da Antonello Venditti a Lucio Dalla.
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