TARTAGLIA ANEURO – Dove voglio stare
Le innumerevoli anime della band attingono principalmente dalla tradizione della canzone napoletana ma guardano anche alla musica mediterranea, reggae, ska, pop e tanto altro.
Le innumerevoli anime della band attingono principalmente dalla tradizione della canzone napoletana ma guardano anche alla musica mediterranea, reggae, ska, pop e tanto altro.
La matrice più evidente è quella folk rock, sulla quale si inserisce un mix di svariate influenze che non esclude sonorità (ritmiche in particolare) elettroniche.
Eccellente ritorno della band bolognese con cinque brani che guardano a un perfetto mix tra Britpop e shoegaze.
La band parmense inanella dieci brani nell’album d’esordio, a base di potenza sonora, emo, echi grunge, post punk e punk rock.
Dieci brani aspri e ruvidi, figli del grunge e dell’alternative rock, cupi e duri.
Nove brani in cui una vena pop viene avvolta da sonorità chitarristiche rudi e abrasive, con un mood che si avvicina parecchio a grunge e hard rock.
Chitarra (acustica ed elettrica) e voce, tra sonorità malinconiche e momenti più crudi e aspri, urgenza e spontaneità.
Un suggestivo ep di una ventina di minuti tra post rock, dream pop, atmosfere dilatate e solenni, in un sound dai tratti quasi cinematografici.
Cinque canzoni che uniscono canzone d’autore, pop e un’anima elettronica, che non disdegna ritmi dance
Cinque brani autografi all’insegna di un pop rock che attinge a piene mani dalla canzone d’autore italiana, con una particolare predilezione per la scrittura di Luca Carboni.
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