DUEMARI – In absentia Dei
I cinque brani dell’ep guardano alla canzone d’autore italiana ma con riferimenti musicali che si orientano verso altri orizzonti
I cinque brani dell’ep guardano alla canzone d’autore italiana ma con riferimenti musicali che si orientano verso altri orizzonti
Dodici nuove canzoni che spaziano nell’ambito dell’alt rock, tra atmosfere di sapore Sixties, momenti elettronici, pop rock, umori soul, ballate acustiche che guardano a Bob Dylan.
Il sesto album conferma la perfetta abilità nel coniugare rockabilly, swing, country & western, hillbilly in canzoni originali, curate e incisive. Un lavoro perfetto!
Spettacolare esordio per il sestetto senese che riesce nel complesso e arduo compito di creare una miscela innovativa, sperimentale, originalissima, che mette insieme nu jazz (attingendo in particolare dalla scena British Jazz, da Ezra Collective a Sons Of Kemet e Comet is Coming), hip hop, drum and bass, elementi fusion, elettronica. I
Questa stupenda compilation scava invece tra nomi e dischi oscuri, mai assurti a notorietà e classifiche, in cui il reggae è protagonista.
Quattro brani all’insegna di un folk rock pulsante, dalle ritmiche sostenute, travolgenti e dai ritornelli immediatamente memorizzabili.
Il sound spazia tra math rock, sperimentazione, momenti vicini al prog o al jazz, altri al doom o al post rock.
Pezzi musicali che attingono da varie influenze, dal cantautorale, alla dance, all’introduttiva, riuscitissima, “Buenos Aires” dal gusto di tango.
Un sound ritmato di estrazione disco, elettronica, pop dal grande potere commerciale, un’intensa ballata semi acustica finale, che ne esalta le indubbie doti vocali.
La canzone d’autore (sia quella classica che quella più attuale) è la protagonista ma con un’anima rock che guarda alla Londra del Britpop, con qualche, conseguente, eco Beatlesiano.
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