NABAT – Innacustic
Le canzoni funzionano tremendamente bene in chiave country blues e non perdono mai lo spessore originario ma in certi frangenti acquistano ancora più vigore e significato.
Le canzoni funzionano tremendamente bene in chiave country blues e non perdono mai lo spessore originario ma in certi frangenti acquistano ancora più vigore e significato.
L’eclettico polistrumentista che spazia senza difficoltà tra psichedelia (dagli Stones tardo Sixties ai primi Tame Impala), rock, grunge, sperimentazione, in un caleidoscopio di suoni e riferimenti più svariati.
Sound sporco, duro e abrasivo di chiara ispirazione punk e hardcore che non esita ad assimilare spesso toni melodici che riporta a Green Day e Bad Religion
Nei dieci brani dell’album c’è tanto swing, una bella dose di rockabilly, una sezione fiati scintillante, Stray Cats, Fred Buscaglione, Ladri di Biciclette a profusione e un’attitudine punk a dare tiro ed energia.
La band pugliese agisce in un ambito non scontato e poco praticato, mischiando tinte goth/dark a post punk, senza disdegnare inflessioni metal, shoegaze, post rock.
Gli otto brani sono lunghi mantra cerebrali e ipnotici dall’impronta psichedelica/ avant rock/ kraut rock con momenti ambient.
Cambio recente di line up e nuove forze che aggiungono energia e potenza a dieci brani power pop, con tiro punk e influenze Sixties.
La band spazia tra le mille anime degli anni Sessanta passando da Beatles a elementi folk, freakbeat, spediti pop beat.
Storica band del neo prog italiano degli anni Ottanta, i Leviathan tornano con il rifacimento dello storico album d’esordio pubblicato nel 1988.
I quattro brani sono l’epitome dell’indiepop italiano, con qualche spezia funk e hip hop distribuite con discrezione.
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