MANLEVA – Con la mano alzata, parte 2
Sei brani in cui il rock si fonde con particolare efficacia a melodie pop, con un uso mirato e riuscito dell’elettronica.
Sei brani in cui il rock si fonde con particolare efficacia a melodie pop, con un uso mirato e riuscito dell’elettronica.
Torna con l’ennesimo prodotto di una lunghissima discografia, il progetto di Federico Romano, arricchito in questo nuovo lavoro dalla voce di Sophie Leestrom. Dieci brani dall’incedere solenne, quasi liturgico, che assemblano liricità della voce...
Se le fondamenta poggiano sulla tradizione del blues più ruvido e viscerale, si aggiungono numerosi elementi a ridefinire il sound, con tocchi pop, rock, soul, un groove spesso funk.
Di nuovo un disco di grande spessore, originalità, personalità. Imperdibile.
Un lavoro convincente, in cui lo spessore compositivo ben si unisce a buoni ed efficaci arrangiamenti.
Gli elementi sono conosciuti: psichedelia, heavy, stoner, Hawkwind, kraut rock, i Pink Floyd dei Settanta, visioni cosmiche, menti spalancate da iniezioni lisergiche.
L’approccio sonoro ci porta tra post punk e un’oscura forma di new wave, che si mischiano a canzone d’autore, Teatro degli Orrori.
Il tratto compositivo è vicino alla migliore canzone d’autore italiana (da Fabrizio De André a Teresa De Sio), l’uso del siciliano che sa essere deciso ma anche melodicamente ammaliante, è un’aggiunta espressiva.
La band pugliese all’esordio con un album grintoso e arrembante, duro e dalle tinte epiche, tra post punk, emo e alt-rock.
Il sound base è tipicamente afrobeat ma introita numerosi elementi folk, il tipico incedere afrofunk e una costante anima jazz.
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