BLUMELE – Volevo sembrare Goku
L’ambito è facilmente circoscrivibile al pop punk più classico (Blink 182 e Sum 41 in particolare), con testi sbarazzini e adolescenziali.
L’ambito è facilmente circoscrivibile al pop punk più classico (Blink 182 e Sum 41 in particolare), con testi sbarazzini e adolescenziali.
Approccio molto poetico e lirico che rimanda, soprattutto nelle parti vocali, sostanzialmente recitate, all’esperienza dei Massimo Volume.
Un album intensamente blues, sia quando lo abbraccia nella sua dimensione più intima, sia quando si contamina con visioni oscure alla Nick Cave che quando si scatena in suggestioni Hendrixiane.
Il sound induce in sonorità complesse, che abbracciano shoegaze, post rock, con sferzate prog hard e folk, tra atmosfere sospese e avvolgenti.
Sound che alterna indie rock a momenti più ruvidi, melodie accattivanti e una modalità compositiva che guarda spesso alla canzone d’autore italiana.
Il duo riminese composto da Rachele Cinarelli e Cristian Santarelli ritorna a intrecciare chitarre acustiche ed elettriche in quattro brani semiacustici.
I nove brani sfiorano spesso l’ambito ambient, intrecciando elementi jazz, chill out e sperimentali, tra atmosfere cerebrali, ipnotiche e avvolgenti.
Lager sono stati tra i principali gruppi mod dell’epoca ma oltre a un sound debitore al mod rock di stampo 1979, hanno progressivamente assimilato influenze psichedeliche e garage beat come ben rappresentano questi 9 brani.
Dieci canzoni intrise di un rock basico e diretto che spesso flirta con il pop punk più immediato e contagioso.
Un’anima molto particolare e originale, sospesa tra cantautorato “alternativo” italiano (da Fiumani a Corsi) e ispirazioni particolari e non abituali.
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