AMSTERDAM PARKERS – Basta dirlo
Dieci canzoni intrise di rabbia, potenza sonora, un sound chitarristico che incrocia sapori punk, con un’attitudine grunge tra Pearl Jam e i nostri Afterhours.
Dieci canzoni intrise di rabbia, potenza sonora, un sound chitarristico che incrocia sapori punk, con un’attitudine grunge tra Pearl Jam e i nostri Afterhours.
Interessante e originale la miscela sonora della band lombarda, che mette insieme armonie vocali melodiche con suoni ben più aspri, tra grunge e hard.
Attivi da più di vent’anni nell’estremo nord est (provincia di Gorizia) torna una delle band più dissacranti e unpolitically correct in circolazione.
Un lavoro riuscito, molto suggestivo dai tratti quasi ambient, dall’incedere ipnotico, con svariati riferimenti sonori, dal reggae fino alla bossa nova.
Le canzoni si muovono tra elettronica, atmosfere jazz, canzoni nu soul, addirittura new wave.
Undici brani semi acustici che poco concedono a contaminazioni di sorta ma rimangono invece fedeli al timbro più classico del genere.
Il trio lombardo ci consegna otto brani autografi potenti, abrasivi, sferraglianti.
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Vede la luce dopo 15 anni dalla sua registrazione l’album rimasto nel cassetto della band salernitana. Guidati dal polistrumentista, compositore e produttore Rosario Memoli, stupiscono per quanto ai tempi il loro sound fosse all’avanguardia,...
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