Categoria: Nuova Musica Italiana
Maturità compositiva e stilistica, con undici canzoni autografe di stampo rock ma che amano abbracciare spesso anche funk e soul, mantenendo uno stretto legame con la canzone d’autore nostrana più elettrica (da Ivan Graziani a Edoardo Bennato fino al più attuale Lucio Corsi).
Il riferimento più immediato è il pop beat di gusto anni Sessanta (Kinks e primi Beatles in particolare) che abbraccia poi Britpop e suoni limitrofi.
Il cantautore, autore e produttore riminese, lasciata alle spalle la felice esperienza con i Radiolondra inizia l’attività solista con un album di ottima fattura, volutamente debitore alla miglior tradizione della canzone d’autore italiana. Non...
Un album dalle movenze lievi e avvolgenti, che rendono il loro approccio a un jazz tradizionale melodico, caldo e sensuale.
Come annunciato, il duo torna subito con un nuovo album, a due mesi dal precedente Mexican Sugar Dance, interamente in inglese. Le coordinate sonore non si discostano troppo dal consueto percorso, sempre poco circoscrivibile...
Il suo alt folk assorbe riferimenti inconsueti, come la poetica di E degli Eels o J Mascis dei Dinosaur Jr, con sguardi ai Pavement ma anche Yo La Tengo ed echi dei Velvet Underground.
Sound elettrico e sparatissimo che guarda agli MC5 ma che ama anche gli anni Sessanta e Settanta più rock ‘n’ roll.
Prosegue imperterrita la felice carriera de Il Senato di Luca Re e Fay Hallam (affiancati da eccellenze della scena torinese, provenienti da Statuto e Sick Rose). Quattro nuovi brani che esplorano il prezioso mondo...
La consueta amata vena psichedelica, che si unisce a suoni West Coast, blues contaminato (a tratti sembra di viaggiare nei solchi di “Supersession” di Al Kooper, Mike Bloomfield e Stephen Stills), il tardo beat italiano più impegnato e una dimensione rock classica di stampo anni Sessanta e Settanta.
Un brano potente e rock che riporta agli Who dei tardi Sessanta, sia ritmicamente che melodicamente, con un testo incisivo e profondo.
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