ROBERTO FORMIGNANI – 202
I riferimenti spaziano da BB King a Eric Clapton, da Rory Gallagher ad Alvin Lee a George Thorogood.
I riferimenti spaziano da BB King a Eric Clapton, da Rory Gallagher ad Alvin Lee a George Thorogood.
Nel nuovo lavoro, con la collaborazione di Maas, si addentra in atmosfere contemplative, sospese, tra elettronica, canzone d’autore, new wave di gusto anni 80
La band bresciana chiude le danze con il secondo album, lavoro scarno e minimale, aspro, giocato su atmosfere post punk ma che assembla anche un approccio art rock, dalle parti dei Dry Cleaning e...
Un lavoro dalle atmosfere sospese, quasi eteree, con un’anima folk ma che spazia volentieri nella sperimentazione, in pennellate jazz, nel funk.
Il sound è perfettamente riconoscibile, contestualizzato a quello genericamente definito “mod rock”, un energico mix tra punk rock e melodie anni Sessanta.
Una sorprendente ispirazione dal primo Fabrizio De André. Pur se il tutto declinato in chiava elettronica strumentale con un immaginario che guarda a un gusto ambient e “liquido”
Cambi ritmici e melodici, sperimentazione, sonorità che si intrecciano in modo ardito ma seguendo sempre un perfetto filo logico ovvero una spiccata personalità nell’accomunare orizzonti così diversi. (free) Jazz, funk, rock, Battles e King Crimson, Ezra Collective e Shabaka Hutchings.
Il mondo sonoro si muove tra atmosfere semiacustiche nella classica tradizione di Simon & Garfunkel e del folk inglese alla Fairport Convention, con un tocco di Kings of Convenience.
La timbrica vocale di Giovanardi è il marchio di fabbrica immediatamente riconoscibile che ben si interseca con la migliore canzone d’autore italiana, tradizionale e moderna.
Troviamo la rabbia, la ruvidezza scarna, tra punk e rock ‘n’roll aggressivo e arrembante ma anche un aspetto mai troppo evidenziato ovvero un’anima funk soul che emerge non di rado nei riff o nelle ritmiche.
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