ROBBE’ – Chiacchiere da bar
I riferimenti più immediati riportano a Fabrizio De Andrè ma soprattutto all’epica combattiva e sociale di Pierangelo Bertoli, artista troppo spesso, colpevolmente, dimenticato.
I riferimenti più immediati riportano a Fabrizio De Andrè ma soprattutto all’epica combattiva e sociale di Pierangelo Bertoli, artista troppo spesso, colpevolmente, dimenticato.
Attivi dal 2007 arrivano al sesto album dopo aver attraversato progressivi cambi di sonorità. Il nuovo lavoro conserva molte asperità che hanno caratterizzato il loro passato ma introitando elementi meno abrasivi. Nei venti minuti...
Album che amalgama canzone d’autore con indie pop, elettronica.
Esordio a base di sonorità sospese, liquide, oniriche, in cui suoni shoegaze si alternano ad atmosfere dream pop.
Un album duro e possente in cui flirta molto volentieri con il doom e lo stoner, con un occhio di riguardo a crossover e noise.
Dalla canzone d’autore, come base compositiva e creativa, ad esplosioni chitarristiche aspre e dure che esondano nel campo del punk e del grunge.
Le radici sono bene affondate in un funk visionario che guarda ai maestri Funkadelic ma si sviluppa in certe follie care a Frank Zappa, a Thundercat, Primus, con quella folle ironia che rese Elio e le Storie Tese del primo periodo una grande band.
Il blues è costantemente presente ma si concede volentieri anche al soul, al folk blues, al rock, alla canzone d’autore italiana.
Interessante e stimolante progetto comune, in cui i Perturbazione reinterpretano uno degli ultimi singoli del cantautore e scrittore genovese, mentre Michele Bitossi ricambia proponendo una delle canzoni più note della band torinese.
Il sound “rallenta” rispetto agli esordi ma mantiene intatta l’urgenza espressiva, disordinata e arrembante, figlia del punk e della post wavw ma che guarda, tanto ad elementi cari ai Pavement, quanto ai Fugazi o allo stridore dei Sonic Youth, fino all’impetuosità dei Fontaines DC.
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