Categoria: Nuova Musica Italiana
Come annunciato, il duo torna subito con un nuovo album, a due mesi dal precedente Mexican Sugar Dance, interamente in inglese. Le coordinate sonore non si discostano troppo dal consueto percorso, sempre poco circoscrivibile...
Il suo alt folk assorbe riferimenti inconsueti, come la poetica di E degli Eels o J Mascis dei Dinosaur Jr, con sguardi ai Pavement ma anche Yo La Tengo ed echi dei Velvet Underground.
Sound elettrico e sparatissimo che guarda agli MC5 ma che ama anche gli anni Sessanta e Settanta più rock ‘n’ roll.
Prosegue imperterrita la felice carriera de Il Senato di Luca Re e Fay Hallam (affiancati da eccellenze della scena torinese, provenienti da Statuto e Sick Rose). Quattro nuovi brani che esplorano il prezioso mondo...
La consueta amata vena psichedelica, che si unisce a suoni West Coast, blues contaminato (a tratti sembra di viaggiare nei solchi di “Supersession” di Al Kooper, Mike Bloomfield e Stephen Stills), il tardo beat italiano più impegnato e una dimensione rock classica di stampo anni Sessanta e Settanta.
Un brano potente e rock che riporta agli Who dei tardi Sessanta, sia ritmicamente che melodicamente, con un testo incisivo e profondo.
L’autore marchigiano ha sempre seguito un percorso personale, perfettamente riconoscibile, passando in mezzo a mode e tendenze, mantenendo intatte le sue peculiarità compositive e artistiche, dal periodo con lo pseudonimo Moltheni alla nuova incarnazione...
Il duo si incammina in percorsi in cui fluiscono e si uniscono, di volta in volta, funk, soul, blues, con un’impostazione fusion (a tratti arrivano echi di Spyro Gyra o Vulfpeck).
Un lavoro che ci porta in un magma psichedelico, sperimentale, con volute lisergiche costantemente in circolazione, anche quando accarezza umori più vicini al kraut rock.
Quattro brani ricchi di intensità, poesia, sapienti orchestrazioni, una scrittura efficace e una qualità interpretativa di alto livello.
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