BANTORIAK – Vol. II
Lavoro denso di suggestioni doom, stoner, psichedeliche, spesso dilatate, intense, cupe, minacciose. Il tutto poggiato su fondamenta classicamente hard rock anni 70.
Lavoro denso di suggestioni doom, stoner, psichedeliche, spesso dilatate, intense, cupe, minacciose. Il tutto poggiato su fondamenta classicamente hard rock anni 70.
Le nove canzoni sono brevi (poco più di 17 minuti il computo totale del disco), compatte, spedite, tra punk anni 90 e impennate hardcore (Bad Religion, Blink 182, Punkreas, Pennywise, Offspring ). Il
Un lavoro solenne e rigoroso che veleggia in mari sonori turbolenti, tra dark wave, goth, post punk, shoegaze.
Punk rock con accelerate hardcore, asperità chitarristiche sparse, tanta energia, brani sempre potenti ed efficaci.
Non cambia il mondo in cui agiscono dalla nascita, nel 2014, tra stoner tinto di psichedelia, chitarre aspre, atmosfere epiche ma l’inserimento vocale rende la nuova strada ancora più interessante e variegata.
Atmosfere intrise di blues, folk e country, dal taglio costantemente chitarristico, arrangiamenti semplici ma efficaci, voce espressiva e perfettamente consona al taglio sonoro del disco.
Il loro immaginario pesca nella musica, nel teatro, nell’improvvisazione, nel surrealismo urticante alla Fluxus, nell’autoproduzione e autogestione più rigorosa e integralista.
Esordio convincente per la band bergamasca, con un album dalle temperature torride, tra brani serrati che riportano ai primi Foo Fighters, Bad Religion e Green Day e momenti più introspettivi di natura emo.
Dal 2012, Greg & the Frigidaires si e ci divertono con la loro deliziosa miscela di Doo-Wop, Rock’n’Roll, con un gusto pop surf a cavallo tra anni 50 e 60 a condire il tutto e...
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