CARONTE – Spiritus
Ci sono elementi stoner, post punk e una modalità psichedelica abrasiva, cattiva e maligna.
Ci sono elementi stoner, post punk e una modalità psichedelica abrasiva, cattiva e maligna.
Undici brani autografi che, nonostante il minimalismo strumentale, reggono alla perfezione, grazie allo spaziare in svariati generi, dal jazz, alla canzone d’autore, fino al reggae.
Gli Smashing Pumpkins sono un riferimento immediato ma entrano anche echi di Nirvana, Afterhours e Verdena.
Album che trasuda rabbia, potenza sonora, aggressività. Il contenuto si divide tra grunge, punk, post punk, impennate post core, folate stoner, cadute doom.
Un disco divertentissimo che mischia generi e suoni apparentemente lontani ma alla fine decisamente affini, come rockabilly, surf e atmosfere tex mex e latine.
La partenza del trio biellese è di quelle che rendono le giornate più felici e serene. Il loro power pop beat che attinge a piene mani dagli anni Sessanta di Beatles e Monkees ma...
La canzone d’autore si mischia a dream pop, atmosfere sospese, un gusto quasi ambient.
Musica elettronica, che sfocia nell’ambient, sperimentazione, pennellate (free)jazz, non di rado vicino all’esperienza di Iosonouncane e con un sguardo a Laura Agnusdei.
Un bollente mix di stoner, hard rock Settanta alla Blue Cheer (con qualche sferzata Doom) filtrato in tonalità costantemente psichedeliche e un’anima blues.
Rivive ora in questa versione, in cui troviamo provini originali, live, inediti e remix e che dimostra di non avere perso nemmeno un briciolo di quella freschezza e spontaneità creativa dell’originale.
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