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Il terzo album del trio partenopeo prosegue il cammino nella sapiente fusione di ritmi e sapori balcanici, tzigani, mediterranei, napoletani, tempi in levare.
Il terzo album del trio partenopeo prosegue il cammino nella sapiente fusione di ritmi e sapori balcanici, tzigani, mediterranei, napoletani, tempi in levare.
Il contesto sonoro parte da una chiara matrice jazz, spostandosi verso fusion, elementi progressive, un groove ritmico spesso di gusto funk, richiami a Pat Metheny, pennellate blues.
Un sound elettronico, ipnotico e ossessivo, tanto da diventare a tratti perfino psichedelico, tra kraut rock, Kraftwerk, Rockets ma anche ambient e impennate rock.
Il passaggio al cantato italiano li pone anche a fianco di certe esperienze nostrane degli anni Novanta (dai Ritmo Tribale, ai Karma e perchè no? dei primissimi Negrita).
Dischi come questi non andrebbero nemmeno recensiti ma solo ascoltati, facendosi poi spalmare da un loro live sul pavimento di un sordido locale in un posto dimenticato da tutti. La band fiorentina suona velocissima,...
L’esordio del giovane artista anconetano si muove con eleganza in un pop raffinato che attinge spesso dalla moderna canzone d’autore italiana.
L’esordio del trio romano parla un linguaggio ruvido e duro, attraverso un sound chitarristico palesemente e volutamente debitore a grunge e alternative, in costante bilico tra Nirvana e Soundgarden, da cui ereditano soprattutto il...
Sono rari i dischi che suonano così genuini e urgenti.
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