SYDROJE’ – Lipper
Otto brani potenti, aspri, ruvidi, prevalentemente affini al grunge e all’alt rock ma che introitano anche elementi cari a Afterhours o Verdena.
Otto brani potenti, aspri, ruvidi, prevalentemente affini al grunge e all’alt rock ma che introitano anche elementi cari a Afterhours o Verdena.
Undici brani spietati, in cui elettronica, noise, industrial, grind, estremismo sonoro, si avviluppano in un groviglio apocalittico.
Un sound che abbraccia elettronica di sapore new wave, qualche pennellata trip hop e canzone d’autore.
Ogni brano è una sorpresa, in un anarcoide continuo saltare da un genere all’altro.
Un album più che godibile, vario, ricco di influenze e riferimenti (dal rock ‘n’ roll al rhythm and blues, exotica, lounge, perfino la canzone tradizionale napoletana.
La band torinese si è sciolta nel 1997 ma uno dei componenti, Luciano Galea, li ha fatti rivivere attraverso l’ Intelligenza Artificiale.
La band marchigiana prosegue il suo sempre più interessante cammino artistico, attraverso atmosfere e suoni di matrice anni Sessanta ma che progressivamente si sono evoluti verso altri orizzonti, pur con le radici sempre salde nella tradizione da loro più amata.
Alberto Camerini “Arlecchino elettronico” degli anni Ottanta, non mancano elementi meno pop come sguardi a Devo, synth pop, Kraftwerk ma il mix è particolarmente intrigante e gustoso
Atmosfere indie pop, attuali e moderne, con un retaggio che guarda alla synth wave degli anni Ottanta.
Migliore tradizione rock blues targata anni Settanta (Stones, Led Zep, Trapeze, Grand Funk Railroad).
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