RAINBOW BRIDGE – Soundtrack of a silent land
La matrice è sempre fedele alla lezione di Jimi Hendrix, tra rock blues, influenze psichedeliche, una costante pennellata sotterranea di jazz e un groove di rara efficacia.
La matrice è sempre fedele alla lezione di Jimi Hendrix, tra rock blues, influenze psichedeliche, una costante pennellata sotterranea di jazz e un groove di rara efficacia.
12 brani che spaziano nella canzone d’autore, guardando alla lezione dei principali esponenti nostrani, non disdegnando l’aspetto più rock, molto frequente nell’album.
Si parla di tematiche sociali e (cupa) attualità su una base distorta, aspra, che attinge da alt rock, grunge con un’attitudine punk.
Etta tributa omaggio a canzoni scelte con cura dalla nuova e più antica tradizione musicale italiana.
Un caleidoscopico viaggio tra synth pop, elettronica, rock, ritmi incalzanti, una gamma di influenze che guarda tanto a Lucio Battisti quanto al funk più contaminato ma che è complesso (quanto inutile) elencare.
Un’interessante compilation curata dal polistrumentista, percussionista e produttore sardo Gabriele Poso, dedicata a una selezione di brani in cui il ruolo del percussionista è in primo piano,
Indipendentemente dalla finalità dell’opera, l’album ha la facoltà di avere vita propria e ne risulta un lavoro carico di magnetismo ipnotico, qualitativamente, come sempre, ineccepibile.
Un esordio crudo e diretto, in cui il sound chitarristico, peculiarità della band, va armonicamente a braccetto con melodie accattivanti, che rendono i dieci brani fruibili e caratterizzati da una contagiosa spontaneità e tanta urgenza.
Secondo album per il cantautore milanese che riporta in auge, inserendo nuova linfa vitale, la più classica (pur se meno scontata) canzone d’autore nostrana. “Santander” riporta alle modalità compositive di Stefano Rosso mentre “Milano”...
Il riferimento più immediato porta ai Motorpsycho, con il costante cambio di atmosfere ma con un filo conduttore ben solido che lega il tutto.
Commenti recenti